LBF Coppa Italia: Vincono Schio e Matelica, nel complesso buoni segnali per il movimento del basket femminile
Spezzato il duopolio delle orange con Venezia, con il successo delle marchigiane il baricentro della pallacanestro femminile italiana si sposta ancora un po' verso sud
SENIOR FEMMINILI
Vittorio Salvatorelli
1/7/20262 min read


Si è conclusa la Coppa Italia, nella sua "edizione congiunta" con i tornei di A1 e A2 giocati in contemporanea. La vittoria è andata alla solita Schio per quanto riguarda il massimo campionato e a Matelica per la cosiddetta "cadetteria".
Al di là dei complimenti che vanno alle due formazioni vincitrici, rileviamo qualche buon segnale per il movimento della pallacanestro femminile italiana. Partendo dalla vittoria della formazione marchigiana in A2, non può che farci piacere l'ulteriore "passettino" verso sud del baricentro del basket femminile nostrano: con l'autoretrocessione di Ragusa un paio di stagioni fa, le sole Battipaglia e Campobasso erano rimaste a tenere alta la bandiera delle regioni meridionali nel torneo di serie A1. Quest'anno si è aggiunta Roseto e il successo di Coppa di un altro team geograficamente situato ben al di sotto della pianura padana non può che fare bene al movimento in termini di marketing e ricerca di popolarità.
Il trofeo maggiore - come dicevamo - è andato alla solita Schio, ma anche fra le squadre del massimo campionato è accaduto qualcosa di diverso dal consueto cliché. E' stato spezzato, infatti, il duopolio Schio-Venezia che durava da ormai diverse stagioni. In finale con le orange - anche se avremmo preferito che l'esito del quarto di finale fosse stato diverso - ci è andata Derthona e non la Reyer, ed anche questo non può che far bene al movimento in termini di competitività del campionato e - come testimonia l'andamento della finale - incertezza nel risultato. L'auspicio è che questa ritrovata competitività possa continuare anche nel resto della regular season e soprattutto nei playoff.
Concludiamo queste (forse troppo) brevi riflessioni mettendo in evidenza alcuni piccoli e grandi difetti di questa edizione delle final eight. Innanzitutto i problemi tecnici che ci sono stati nel collegamento con Tortona proprio in occasione del match più importante dei quarti di finale, quello - cioè - fra Magnolia e Derthona: il collegamento si è stabilizzato a partita già iniziata e questo non è accettabile. Non sappiamo se i problemi sono da attribuire a Flima o alla troupe che operava al palasport, ma - ripetiamo - la cosa non è accettabile. In secondo luogo, perché mai giocare nel "palasport principale" (la Nova Arena) solo semifinali e finali e far disputare i quarti di A1 e A2 nella facility? Questione di costi? Davvero la LBF è messa così male economicamente da dover dimezzare i giorni di utilizzo dell'arena principale? Non crediamo che sia così, ma allora... perché?
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