FIBA Women’s Basketball World Cup 2026: La rabbia dell’Italia, vicinissima all’impresa contro la corazzata statunitense
Clamorosa prestazione delle azzurre di Andrea Capobianco, che cedono solo all’ultimo secondo contro una nazionale americana che beneficia di un grosso aiuto da parte degli arbitri
NAZIONALE FEMMINILESENIOR FEMMINILI
Vittorio Salvatorelli
9/7/20265 min read


Fot: Fiba basketball e Italbasket
Intendiamoci: pur senza due delle più forti giocatrici del pianeta - A’ja Wilson e Sabrina Ionescu - sulla carta la nazionale statunitense è di gran lunga la più forte di tutte. Chelsea Gray, Breanna Stewart e il trio di giovani star formato da Caitlin Clark, Paige Bueckers ed Angel Reese, unitamente ad un pacchetto lunghe di che non ha eguali al mondo, la pongono assolutamente come favorita per il titolo in questa Fiba Women’s Basketball World Cup. Beh, che per battere l’Italia questa squadra debba aver bisogno dei favori di tre direttori di gara in evidente sudditanza psicologica, che fischiano (o non fischiano) a senso unico per gran parte della partita dà l’idea di quanto grande sia la prestazione della Nazionale di coach Capobianco, capace di giocarsela con faccia tosta, cazzimma e grinta da vendere fino agli ultimissimi secondi e andando talmente vicina a compiere l’impresa che non ci sentiamo di condannare la reazione finale di Cecilia Zandalasini verso i direttori di gara, protagonisti in negativo di una prestazione - al contrario di quella delle azzurre - che eufemisticamente possiamo definire oscena. Una delle “massime” della pallacanestro recita che gli arbitraggi migliori sono quelli che non si vedono: ebbene, i tre arbitri di ieri sera si sono visti eccome. Pure troppo.
In conferenza stampa - la trovate in versione integrale in calce a questo articolo - la Cecilia nazionale si è pubblicamente scusata con gli arbitri per la sua sfuriata alla sirena finale, le resta. Come a tutti noi, l’amaro in bocca per aver solo sfiorato un’impresa “epocale”, che peraltro avrebbe molto probabilmente consegnato alle azzurre - anche in caso di sconfitta contro la Cina - il primo posto nel girone e il conseguente passaggio diretto ai quarti di finale, cosa che ora è appannaggio della corazzata statunitense.
ITALIA 52
USA 55
(8-19, 16-11, 15-12, 13-13)
Italia: Keys* 4 (2/2), Villa* 6 (3/10), Pasa 4 (1/2, 0/1), Verona* 4 (1/4, 0/2), Zandalasini* 14 (4/7, 1/7), Pan 2 (1/2, 0/3), Cubaj* (0/3), Madera 2 (0/1, 0/1), Santucci 9 (1/3, 1/1), Fassina 2 (1/2), Andrè 5 (2/6), Blasigh (0/1). All: Capobianco
Usa: Bueckers 7 (1/4, 1/1), Citron (0/1), Howard 2 (1/1, 0/2), Copper* 6 (0/2, 0/2), Gray* 4 (2/4, 0/1), Iriafen ne, Stewart* 5 (1/8, 0/1), Collier* 6 (2/4 0/1), Clark 1 (0/3, 0/3), Young* 10 (4/5, 0/1), Boston 6 (2/7), Reese 8 (2/5), All: Lawson
Arbitri: Julio Anaya (Panama), Martin Vulic (Croazia), Cisil Gungor (Turchia)
Note: Tiri da due Ita 16/43, Usa 15/44; Tiri da tre Ita 2/15, Usa 1/12; Tiri liberi Ita 14/20, Usa 22/30. Rimbalzi Ita 43 (Cubaj 9), Usa 42 (Stewart 11). Assist Ita 11 (Cubaj, Verona 3), Usa 11 (Young 3).
Uscite 5 falli: Nessuna. Spettatori: 9.232
Il leit motiv di qualsiasi nazionale USA di basket, maschile o femminile che sia, è sempre lo stesso: zero tattica, difesa perennemente a uomo, si cerca di vincere la partita di puro talento. Il più delle volte, soprattutto in campo femminile, questo basta e avanza, ma appena si trova un’avversaria che riesce a mettere della sabbia in questi ingranaggi, cominciano ad essere dolori. E’ quello che fa l’Italia con la difesa a zona 2-3, che rompe il ritmo dell’attacco statunitense e - dopo il 23-8 Usa - “imballa” completamente i meccanismi di una formazione incapace di trovare le contromisure. E così le azzurre prendono coraggio e rimontano, vincendo il secondo quarto 16-11 e il terzo 15-12, col -3 del trentesimo minuto che lascia aperta ogni possibilità, compresa quella clamorosa di una Nazionale azzurra che è sostenuta dalla quasi totalità degli oltre 9000 della Berlin Arena è sogna il colpaccio.


La grinta di Sara Madera, che vedete nella foto qui sopra è la stessa di tutta la squadra è le americane la soffrono enormemente. La difesa azzurra morde come nella partita con la Cechia (anzi, di più) e costringe la squadra avversaria a tirare complessivamente 15/44 da due e addirittura 1/12 da tre, con la specialista Caitlin Clark (la quale, per i pochi appassionati di basket che non la conoscono, è una sorta di Steph Curry in gonnella sia come stile di gioco che come precisione dall’arco dei tre punti e anche più dietro… molto più dietro) che fa 0/6 e non incide assolutamente sulla partita. Più il cronometro avanza, pù l’Italia e gli italiani sognano, ma nessuno di noi ha fatto i conti col trio arbitrale, che sale in cattedra come aveva fatto Matilde Villa nella partita precedente e lo fa costantemente a favore delle statunitensi: che dire dei due falli consecutivi a non più di tre secondi di distanza l’uno dall’altro fischiati a Santucci? O dei due punti tolti in penetrazione a Zandalasini per un fallo in attacco assai dubbio? L’impressione è che i tre non siano proprio capaci di trattenere il fischio quando c’è un contatto, capacità che dovrebbe essere il discrimine fra un arbitro bravo e un arbitro scarso: il fischio parte e siccome è partito e la piccola Italia non può battere la corazzata americana decidiamo sempre e comunque a favore delle ragazze in canotta rossa. Quei due punti avrebbero dato all’Italia il vantaggio 52-51 a tre minuti dalla fine, da l+ parte il piccolo allungo statunitense che frutta la vittoria, con due punti di Jackie Young, unica americana in doppia cifra (sic!), e Chelsea Gray che fa +5. Matilde villa risponde da par suo per il 52-55, poi il “fattaccio” finale: l’unica volta che gli arbitri trattengono un fischio è proprio quella in cui il fischio non andava trattenuto: manata nell’occhio di Zandalasini che prova a liberarsi per la tripla dell’overtime, tripla che parte lo stesso ma è sbilenca a causa di quella manata nell’occhio. Vincono gli Usa, per l’Italia la rabbia è tanta ma c’è anche la consapevolezza che giocando con questa grinta e questa concentrazione nessun traguardo è precluso. Standing ovation per queste ragazze.


La classifica del gruppo D vede gli Usa con 4 punti, Italia e Cina con 3, Repubblica Ceca con 2. Stasera, di nuovo alle 20:45, si torna alla Max Schmeling Halle per affrontare la Cina nella gara decisiva per l’assegnazione della seconda posizione nel girone. Scegliete voi dove vederla, le opzioni sono sempre le stesse, con Rai e RaiPlay in chiaro, Sky Sport, Now TV e Dazn a pagamento. Con la sconfitta contro le cinesi nell’altra gara della seconda giornata, la Repubblica Ceca è ufficialmente quarta nel raggruppamento (anche in caso di clamoroso successo sugli Usa) e quindi eliminata. la vincente fra Italia e Cina è seconda ed affronterà agli ottavi la vincente del match fra la Turchia di coach Mazzon e Porto Rico, la perdente è terza e “beccherà” la perdente di Belgio-Australia. Qui di seguito trovate gli highlights della partita prodotti rispettivamente da Sky Sport, Dazn, Rai e Fiba Baskletball, oltre all’intera conferenza stampa post partita.





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