Università del Molise, da oggi a Pesche c'è l'aula Gio.Ca.

In ricordo del professore ed ex cestista Giovanni Capobianco, prematuramente scomparso nello scorso mese di luglio

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Vittorio Salvatorelli

10/2/20251 min read

In occasione dell'inizio ufficiale delle lezioni, l'Università degli Studi del Molise ha intitolato un'aula al prof. Giovanni Capobianco. Un momento di grande significato non solo per l'ateneo della nostra regione, ma anche per la famiglia Capobianco e per tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscere il professore, anche solo "di sfuggita" come nel caso di chi sta scrivendo queste righe.

Oltre alla passione per la palla a spicchi, infatti, il sottoscritto ha tanto in comune col prof. Capobianco dal punto di vista professionale: anch'io, come lui, sono un docente di Matematica (anche se non a livello universitario) ed anch'io, come lui, ho passato più o meno un decennio a cercare di far capire ai miei studenti che la Matematica può essere vista come un gioco e che divertirsi con la Matematica non solo aiuta a migliorare il profitto a scuola, ma è anche un motivo di crescita intellettuale e personale.

In un post sulla sua pagina Facebook, l'università ha pubblicato un video che descrive l'evento di questa mattina, all'interno del quale dice alcune parole su suo fratello e sulla manifestazione anche il coach della Nazionale Femminile Andrea Capobianco. Qui di seguito, riporto ciò che ha scritto l'ateneo nel suo post e, subito dopo, il video integrale.

"Gio.ca. sta per Giovanni Capobianco, ma Gio.ca. nell’insegnamento di Giovanni Capobianco, sta anche per gioca con la matematica, con il mondo, con la curiosità. Nella sede di Pesche, nel Dipartimento di Bioscienze e Territorio, nell’aula dove lui ha insegnato a generazioni di studenti universitari, questa mattina, con l’avvio delle lezioni, l’Università degli Studi del Molise ha ricordato il docente scomparso lo scorso luglio con una cerimonia piena di intensità. L’Aula da oggi prende il nome del prof. Capobianco. In prima fila tutta la sua famiglia. E poi colleghi e studenti, ex studenti. Ognuno con una storia personale e professionale da condividere. Gli aneddoti regalano, tutti, un tratto speciale di una figura che per Unimol è stata ed è davvero speciale".