LBF Techfind Serie A1 2025-26: Magnolia irriconoscibile nel primo tempo, Roseto in semifinale dopo gara2

Nulla da fare per le campobassane, che escono dai playoff col rammarico di aver regalato i primi due quarti alle abruzzesi e di aver commesso diverse ingenuità nei momenti chiave della partita.

SENIOR FEMMINILI

Virrorio Salvatorelli

3/27/20265 min read

Finisce nel peggiore dei modi la stagione della Magnolia Campobasso, sconfitta - per lunghi tratti senza combattere - anche in gara2 dei quarti di finale dei playoff scudetto. In semifinale contro Venezia (che ha vinto 68-56 gara2 a San Martino di Lupari) ci va meritatamente Roseto, che sa sfruttare al meglio le mancanza psicologiche di una formazione campobassana che per gran parte del tempo in entrambe le partite della serie lascia il comando delle operazioni all’avversaria, come troppo spesso è accaduto in questa stagione nelle occasioni importanti. Ci viene in mente la gara casalinga di EuroCup con Brno, nella quale si doveva chiudere il discorso relativo alla prima posizione nel girone ma che fu letteralmente dominata da una squadra ceca che per l’intera manifestazione continentale si è rivelata ben poca cosa; ci viene in mente gara1 dei playoff della stessa EuroCup a Vilnius, quando la Magnolia sparì dalla partita molto presto lasciando campo libero alle lituane; ci viene in mente il quarto di finale di Coppa Italia contro Derthona, anch'esso dominato dalla squadra avversaria nonostante la rimonta finale; e ci viene in mente, naturalmente, gara1 di qualche giorno fa, quando coach Sabatelli, all’inizio del secondo quarto, urlo alle sue ragazze “Vi dovete svegliare!”. Il problema è che in tutte le occasioni precedenti la squadra campobassana aveva trovato il modo di rialzarsi tornando ad essere sé stessa (primo posto nel girone di EuroCup ugualmente conquistato, gara di ritorno “gagliarda” con Vilnius nonostante l’eliminazione, gara di campionato a Tortona stravinta dopo pochi giorni rispetto al match di coppa). Questa volta no.

PEOPLE STRATEGY PANTHERS ROSETO 59

LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 54

(20-10, 31-12; 46-30)

ROSETO: Lucantoni 7 (3/4, 0/3), Caloro 15 (3/6, 3/6), Puisis 3 (0/1, 1/5), Utsby 11 (4/10), Bura 2 (1/8); Verlasevic Brčaninović 16 (2/4, 2/8), Espedale 5 (1/3, 1/4), Coser (0/1, 0/1). Ne: Tall, Moroni, Farabello, Ciommo. All.: Righi.

CAMPOBASSO: Morrison 4 (0/3, 1/2), Simon 5 (1/4, 1/6), Makurat 12 (4/9, 1/5), Miccoli 5 (1/4, 1/4), Madera (0/3, 0/2); Giacchetti 8 (1/4, 2/4), Pastrello (0/1), Gray 14 (5/6, 0/2), Meldere 6 (1/1, 1/2), Ceré. Ne: Grande. All.: Sabatelli.

ARBITRI: Marziali (Viterbo), Coraggio (Roma) e Lanciotti (Fermo).

NOTE: osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Enzo Mariani. Fallo tecnico al 39’58” (58-54) per Meldere (Campobasso). Uscita per cinque falli al 39’58” (58-54) Meldere (Campobasso). Tiri liberi: Roseto 10/13; Campobasso 7/12. Rimbalzi: Roseto 44 (Utsby 16); Campobasso 44 (Madera e Morrison 9). Assist: Roseto 14 (Lucantoni 5); Campobasso 18 (Simon 7). Progressione punteggio: 11-8 (5’), 28-11 (15’), 38-27 (25’), 48-41 (35’). Massimo vantaggio: Roseto 20 (31-11); Campobasso mai.

Ad eliminazione avvenuta, l’allenatore campobassano dice che “il bilancio dell’annata è nel complesso positivo ma il bicchiere è, in effetti, mezzo vuoto, perché avremmo dovuto raggiungere le semifinali per quanto fatto e per le nostre qualità”. Quello che il coach non dice - perché il suo ruolo non gli consente di dirlo - è che la sua squadra esce dai playoff per mano di una formazione nettamente inferiore per profondità del roster, talento complessivo delle giocatrici ed impatto fisico in campo. Una squadra contro la quale la Magnolia è stata in vantaggio solo per pochi scampoli di gara1. E questa differenza emerge chiaramente nel secondo tempo, quando la Magnolia per la prima volta nella serie gioca a pallacanestro: palla sotto a Gray e Roseto a soffrire maledettamente la fisicità dell’americana di Los Angeles, che fa il vuoto pur essendo a mezzo servizio. E le altre che finalmente mettono in campo tutta la “cazzimma” che era mancata in gara1 e nell’ultima parte della regular season, per non parlare dei primi due quarti di questa gara2. La rimonta comincia nel terzo periodo e quasi si completa nel quarto, quando i tifosi - letteralmente ko anche loro dopo il primo tempo - vedono la loro squadra quasi ribaltare la situazione ma commettere quelle incredibili ingenuità che di fatto consegnano la semifinale alle padrone di casa, come il passaggio di Simon a… nessuno nell’azione del possibile sorpasso, la rimessa “a vanvera” di Morrison subito dopo e il rimbalzo conquistato da una rosetana in mezzo a due molisane sul libero sbagliato da Verlasevic nel finale di partita. Complimenti a Roseto, che - come dicevamo - merita la semifinale ed ha saputo approfittare al meglio di un’avversaria che praticamente questa serie l’ha giocata solo nel terzo e nel quarto periodo di gara2.

Prima di tutto questo, come dicevamo, una Magnolia assente mentalmente, con la testa forse condizionata dai tantissimi problemi fisici con cui praticamente mezza squadre è arrivata all’appuntamento con i playoff: Morrison visibilmente zoppicante e sulle ginocchia nei momenti di pausa, Gray al 50% (forse) del suo potenziale, Makurat reduce dall’infortunio subito contro Battipaglia e che non le ha permesso di giocare con la sua Nazionale nella finestra Fiba. E, per finire, senza la guida del capitano Trimboli, colei che in tantissime occasioni ha trascinato le compagne dal punto di vista della grinta e della voglia di non mollare mai anche nei momenti difficili. Una Magnolia che doveva aggredire gara2 e che invece la comincia - come accaduto in gara1 - in maniera molle, tanto da chiudere il primo quarto a -10 e uscire totalmente dalla partita nel secondo, quando non segna mai su azione e realizza in tutto solo due punti facendo 2/4 dalla lunetta, forse i dodici minuti (i dieci del secondo quarto e gli ultimi due del primo) peggiori della storia della società: facce rassegnate, sguardi che non si incrociano ed accettazione passiva di quello che viene considerato il destino amaro di questa stagione. Davvero brutto assistere a tutto questo per chi segue questa squadra fin dalla sua nascita e ne ha sempre ammirato il cuore, la grinta, la voglia di combattere; e che si sta sottoponendo ad una specie di tortura nello scrivere in queste righe quello che ha visto perché avrebbe voluto vedere tutt’altro. Nonché per quel centinaio di persone che anche questa volta ha seguito la squadra in trasferta.

Ora, dopo aver smaltito la delusione, bisognerà ripartire da quanto di buono (tanto) c’è stato in questa annata. La società non ha mai sbagliato il mercato estivo, prenderà le sue decisioni e naturalmente non siamo noi a dover dare consigli, ma la nostra opinione possiamo esprimerla ed è quella, nell’attesa del ritorno di Trimboli, di fare assolutamente di tutto per trattenere (molto) a lungo in città Sara Madera ed Emma Giacchetti, oltre a quelle giocatrici sulle quali la società ha investito per il futuro (Pastrello) o per il cui ruolo non è facile trovare di meglio (Meldere). Per il resto, la società saprà certamente molto meglio di noi cosa fare. Probabilmente per la prima volta la stagione finisce in un modo diverso da come tutti si aspettavano, perché dopo aver anche insidiato la seconda posizione della Reyer Venezia è arrivato comunque un comodissimo terzo posto in regular season, ma la squadra molisana concluderà il campionato in quinta posizione, dietro alle quattro semifinaliste. Le emozioni che viviamo ogni volta che la Magnolia scende in campo sono impagabili e la società, la squadra e lo staff tecnico vanno ringraziati senza esitazione solo per il fatto di esistere ed essere altamente competitivi nel massimo campionato nazionale ed anche in Europa. Ma proprio per questo dispiace moltissimo dover raccontare una sconfitta bruciante come questa.

Si ringrazia Matteo Di Giovannantonio per il materiale fotografico.