LBF Coppa Italia: Magnolia anonima per tre quarti, la tardiva reazione non basta per la semifinale
Le campopbassane difendono male per trenta minuti, poi recuperano alla grande, ma è troppo tardi: il turno lo passa Derthona
SENIOR FEMMINILI
Vittorio Salvatorelli
1/5/20264 min read


Foto: Lega Basket Femminile
Che la Magnolia Campobasso fosse stata penalizzata dagli accoppiamenti dei quarti di finale - “beccando” proprio la squadra padrona di casa - l’avevamo detto. Che la classifica al termine del girone di andata fosse parecchio bugiarda, perché collocava Derthona in una sesta posizione assolutamente non veritiera visto il valore della squadra è un fatto. Proprio per questi motivi, aspettarsi una squadra campobassana del tutto diversa da quella che abbiamo visto nelle immagini di FlimaTV - con una regia a tratti davvero scadente, bisogna dirlo - nell’affrontare il quarto di finale di Coppa Italia era assolutamente lecito. Invece, alla Cittadella dello sport di Tortona scende in campo una Magnolia per tre quarti di gara irriconoscibile, in balia dell’attacco avversario nella propria metà campo e in fase offensiva con le idee non molto chiare. o, almeno, non chiare quanto quelle di Derthona. Trenta minuti anonimi che consegnano la semifinale ad una formazione piemontese molto brava nello sfruttare al massimo gli errori difensivi avversari ma che va abbastanza nel panico nel momento in cui le campobassane si svegliano e piazzano l’imperiosa rimonta, col parziale di 19-0 che porta il punteggio dal 46-72 al 65-72 riaprendo la partita in maniera però tardiva per il quintetto di Mimmo Sabatelli, che non riesce in quella che a quel punto sarebbe stata probabilmente l’impresa dell’anno.
LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 76
AUTOSPED G BCC DERTHONA TORTONA 83
(15-24, 35-48; 46-65)
CAMPOBASSO: Morrison 9 (3/10, 1/1), Simon 13 (5/7, 1/4), Makurat 9 (0/3, 3/4), Madera 7 (2/3, 1/4), Gray 13 (5/12, 1/1); Giacchetti 6 (3/3), Miccoli 4 (2/6, 0/1), Trimboli 15 (4/6, 2/2), Meldere (0/2), Ceré. Ne: Pastrello e Grande. All.: Sabatelli.
TORTONA: Fondren 8 (2/3, 1/3), Conte 14 (2/5, 2/4), Penna 11 (1/4, 3/6), Fontaine 21 (3/5, 4/7), Kunaiyi 12 (6/10); Leonardi 11 (1/1, 3/5), Suarez (0/2 da 3), Dotto 2 (1/4, 0/1), Toffolo 2 (1/1, 0/1), Melchiori 2 (1/1, 0/2). Ne: Arado e Cocuzza. All.: Cutugno.
ARBITRI: Redaelli (Agrigento), Rudellat (Nuoro) e Pazzaglia (Pesaro).
NOTE: osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime italiane della notte di Capodanno a Crans-Montana. Tiri liberi: Campobasso 1/3; Tortona 8/12. Rimbalzi: Campobasso 33 (Miccoli e Morrison 5); Tortona 37 (Kunaiyi 13). Assist: Campobasso 17 (Makurat 4); Tortona 24 (Fondren 6). Progressione punteggio: 11-12 (5’), 25-30 (15’), 40-58 (25’), 52-72 (35’). Massimo vantaggio: Campobasso 4 (11-7); Tortona 26 (46-72).
Molti osservatori avevano puntato gli occhi sul duello sotto i tabelloni fral’ec Pallas Kunaiyi e Reshanda Gray, duello vinto dalla nigeriana a suon di rimbalzi, ma - come avevamo anticipato nel post di presentazione della partita - la chiave di quei primi tre quarti di buio pesto per la Magnolia è la difesa sul perimetro. Derthona, come succedeva anche prima dell’arrivo di Fondren, non dà mai la palla sotto a Kunaiyi e gioca per le sue “tripliste”: penetra e scarica per il tiro dall’arco e tutte le volte che la prima linea difensiva sul perimetro della Magnolia salta (decisamente troppe), deve per forza di cose scattare l’aiuto che lascia libera con metri di spazio una tiratrice da tre della squadra di casa. Derthona punisce con regolarità disarmante e quando sbaglia ci pensa Pallas a pulire tutto con rimbalzi offensivi a ripetizione. Non basta nemmeno il rientro di Meldere, visibilmente ancora non al top, per contrastare l’ex compagna di squadra sotto le plance. E, in attacco, la Magnolia sbaglia diverse volte da mezzo metro: col passare dei minuti, contiamo almeno sei errori di questo tipo, punti che - se fossero andati a referto - avrebbero certamente reso la partita completamente diversa. Il tutto per 48 punti (uno sproposito) di Derthona all’intervallo lungo, con la Magnolia che fino a ben oltre la sirena del terzo periodo sprofonda al -26 già citato, 46-72 a 7:46 dal termine della partita.
Poi, con coach Sabatelli che ha già dato fondo a tutte le sue risorse in panchina e tutti che già pensano alla sfida di campionato di sabato prossimo sullo stesso parquet contro la stessa Derthona, cambia qualcosa: Le piemontesi cominciano (finalmente…) a sbagliare qualche tripla, le molisane giocano buone azioni d’attacco e parte la rimonta: Trimboli, Madera, Simon, Makurat segnano da tre punti, Giacchetti e la stessa Simon recuperano palloni in una difesa finalmente pungente come nelle migliori occasioni e Derthona - come dicevamo - va nel panico, non riuscendo più a giocare a dovere. Un canestro dopo l’altro, il break campobassano è imperioso: 19-0 e partita riaperta, sotto di sette punti a 2:48 dalla sirena. Il tempo per completare la rimonta ci sarebbe, ma le energie spese sono tante e ovviamente Derthona non può continuare a rimanere inerme. Fontaine è brava a fare un side step con la tripla del +10 e, insieme ad un gioco da tre punti di Conte, suona la sveglia per la sua squadra. La Magnolia torna caparbiamente a -6, ma il tempo passa e gli ultimi secondi arrivano rapidamente. Vince Derthona, meritatamente. Con grande rammarico non tanto per la rimonta non completata quanto per quei trenta (e più) minuti di “anonimato puro” che hanno indirizzato il quarto di finale.
Come conferma coach Sabatelli a fine partita: “Il quarto periodo è l’unico aspetto positivo che mi porto dietro. Siamo venuti qui senza la giusta cattiveria agonistica. È impossibile provare a girare l’inerzia, per una squadra come la nostra, la cui base è quella difensiva, se si concedono ben quarantotto punti all’intervallo lungo. Non eravamo noi e non abbiamo avuto la giusta concentrazione. Questo, peraltro, al di là degli indubbi meriti di una squadra forte e lunga. Noi abbiamo pagato le poche rotazioni con loro che hanno potuto concedere il giusto riposo ai singoli elementi. Sarà determinante avere una testa diversa in campionato. Il rientro di Meldere? Si vedeva un po’ di timidezza per il ritorno sul parquet dopo l’infortunio. Però queste gare sono determinanti per la ripresa e ulteriori segnali ci potranno essere nei prossimi match”



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