LBF Techfind Serie A1 2025-26: La Magnolia Campobasso chiude il girone di andata con una sconfitta, all'Arena vince il Geas

Ancora una volta il brutto approccio alla partita è fatale alle campobassane, che questa volta giocano anche un terzo periodo da dimenticare

SENIOR FEMMINILI

Vittorio Salvatorelli

12/15/20256 min read

Foto: Maurizio Silla

E’ un periodaccio. Seconda prestazione consecutiva “esitante” per la Magnolia Campobasso, che si fa sorprendere in casa da un Geas Sesto San Giovanni che gioca la sua partita, non fa nulla di eccezionale ma merita assolutamente i due punti in trasferta e, cosa più importante, si avvantaggia sulle campobassane in caso di arrivo in parità al termine della regular season. Nella serata della seconda diretta nazionale RaI di un match delle campobassane (la prima era stata quella della terza giornata contro Derthona) scende sul parquet una formazione campobassana che appare stanca e a corto di idee soprattutto in attacco, fase del gioco in cui spesso e volentieri non trova il ritmo giusto e la fluidità per metter in difficoltà la difesa avversaria. Il "bottino" finale di soli 55 punti segnati è emblematico in questo senso e non consente di portare a casa una partita che in condizioni normali sarebbe stata assolutamente alla portata, con l’attacco ospite che è limitato a 60 punti, 11 dei quali messi a segno da una stratosferica Martina Kacerik in un primo quarto per lei da antologia. Un vero peccato, per la Magnolia, la sua decisione di andare via avvicinandosi a casa, perché questa Kacerik avrebbe potuto essere l’arma in più per coach Sabatelli.

LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 55

GEAS SESTO SAN GIOVANNI 60

(12-21, 32-32; 36-46)

CAMPOBASSO: Morrison 4 (2/8, 0/1), Simon 14 (3/7, 2/6), Makurat 4 (2/5, 0/3), Madera 14 (4/7, 2/7), Gray 8 (3/5, 0/2); Giacchetti, Trimboli (0/1 da 3), Miccoli 11 (3/6, 1/2). Ne: Padulo, Meldere, Ceré e Grande. All.: Sabatelli.

SESTO SAN GIOVANNI: Attura 11 (3/5, 0/3), Roumy 4 (2/3, 0/5), Scott 10 (4/10, 0/1), Cornelie 11 (3/6, 1/5), Moore 11 (4/7, 1/1); Kacerik 11 (1/1, 3/4), Trucco 2 (0/2), Conti (0/1), Cancelli. Ne: Osazuwa. All.: Zanotti.

ARBITRI: Ursi (Livorno), Lupelli (Roma) e Ferretti (Ancona).

NOTE: prima della gara il gruppo La Molisana Magnolia Campobasso ha promosso il messaggio Admo, vestendo una t-shirt speciale nel riscaldamento. Infortunio (crampi al polpaccio sinistro) al 37’08” (52-52) per Kacerik (Sesto San Giovanni), non più rientrata.Fallo tecnico al 36’03” (48-50) per Sabatelli (allenatore Campobasso). Tiri liberi: Capobasso 6/7; Sesto San Giovanni 11/12. Rimbalzi: Campobasso 35 (Makurat 9); Sesto San Giovanni 31 (Cornelie 10). Assist: Campobasso 17 (Morrison 7); Sesto San Giovanni 14 (Scott 5). Progressione punteggio: 7-11 (5’), 26-26 (15’), 36-43 (25’), 46-50 (35’). Massimo vantaggio: Campobasso 2 (32-30); Sesto San Giovanni 12 (38-50).

A prescindere dagli accoppiamenti delle final eight di Coppa Italia, decisi nel pomeriggio dalla vittoria in trasferta di Derthona a Broni, con la Magnolia che prende le piemontesi e Sassari che “tocca” al Geas, la gara dell’Arena sarebbe stata da vincere per consolidare il terzo posto in graduatoria alle spalle delle due big, ma come a Vilnius il tallone d’Achille delle campobassane è l’approccio alla partita. Sesto guadagna punti di vantaggio fin da subito grazie ad una partenza sprint da parte di Attura, che batte in velocità più di una volta una Morrison che non tiene le sue penetrazioni così come in Lituania non teneva quelle di Japreece Dean. Un momento negativo per l’americana numero 23 della Magnolia, che ha sempre fatto della fiesa il suo punto di forza ma ultimamente - forse per i ritmi troppo “frenetici” richiesti dal doppio impegno - appare affaticata, ferma sulle gambe nella propria metà campo oltre ad essere un po’ confusionaria in quella offensiva. E stavolta non è supportata dalle compagne che escono dalla panchina, con Giacchetti e Trimboli protagoniste di due prestazioni anonime, senza incidere sulla partita.

E così, di fatto, con Meldere e Pastrello ancora non utilizzabili e Cerè non messa in campo dal suo allenatore, le rotazioni di coach Sabatelli sono ridotte a sei, con la sola Miccoli che uscendo dalla panchina riesce a dare un apporto sostanzioso alla causa. Il Geas ha quindi buon gioco nel portare a casa il match, grazie - come si diceva - ad un buon primo quarto e ad una terza frazione in cui Sesto non fa nulla di trascendentale (anzi, mette a segno solo 14 punti), ma sfrutta un altro lungo momento di appannamento dell’attacco molisano, che di punti ne fa solo quattro in dieci minuti con azioni offensive senza ritmo e con fluidità ridotta ai minimi termini. Poco movimento, giochi eseguiti al rallentatore e - di conseguenza - tante forzature e palle perse, con il buon lavoro fatto nel secondo quarto completamente vanificato da un rientro in campo dopo l’intervallo lungo nel quale la Magnolia sembra tornare ad essere quella di due anni fa, quando faceva tanta fatica a trovare la via del canestro. E, rispetto a quella Magnolia, mancano “le botte di adrenalina” che garantiva Blanca Quinonez con la sua difesa e le sue folate in contropiede.

Tornando alla partita, probabilmente la Magnolia senza Meldere si trova di fronte la squadra strutturata meglio per metterla in difficoltà, con le due torri Moore e Cornelie che hanno stazza e centimetri per contrastare Reshanda Gray e, quando la pivot di Los Angeles va in panchina, sovrastano da questo punto di vista Madera e Miccoli pur in una serata in cui l’ex Lucca, Ragusa e Venezia si riscatta pienamente dopo la prestazione opaca di Vilnius essendo molto meno esitante e di fatto trascinando la sua squadra alla rimonta nel secondo quarto. Dopo “la frittata” del terzo periodo, le campobassane provano comunque a ripetere la risalita e ci vanno molto vicine, ma “arrivano corte” ed è brava e fredda dalla lunetta Attura a chiuderla vanificando l’estremo tentativo molisano di riacciuffarla per i capelli.

Deluso e preoccupato, coach Sabatelli in conferenza stampa dichiara: "Non riesco a spiegarmi queste fasi d’avvio, sia a Vilnius che contro il Geas. In questo caso siamo riusciti anche a rientrare, ma i soli quattro punti in attacco nel terzo quarto e lo smarrimento offensivo negli ultimi tre minuti hanno finito con il pesare con forza. Dispiace perché avevamo fatto due buoni allenamenti di avvicinamento ed eravamo anche pienamente consapevoli di quello che occorreva fare. Sappiamo che ora c’è da analizzare quanto fatto e da lavorare sodo in vista dei prossimi impegni, cercando di risolvere in prima battuta le problematiche in attacco, perché, nella circostanza, la difesa, al netto di alcuni errori, c’è stata".

Prima della gara contro Brescia, prossimo appuntamento casalingo in campionato con la prima giornata di ritorno, mercoledì c’è gara2 con Vilnius, contro cui occorrerà vincere di almeno 18 punti per passare il turno e ritrovarsi molto probabilmente Mersin agli ottavi di finale. Per una Magnolia “normale”, l’impresa sarebbe più che possibile, per quella “incerottata” ed esitante nell’approccio alle partite vista nelle ultime due occasioni in cui è scesa in campo, onestamente no. Nel caso, saremo felici, anzi felicissimi, di essere smentiti.

Come si diceva, è definitiva la griglia delle final eight di Coppa Italia, che vedete nell’immagine unitamente al calendario dettagliato dei quattro quarti di finale. Schio-Battipaglia era l’unica gara ininfluente a questo proposito e, come da pronostico, vede il larghissimo successo della capolista sul fanalino di coda. Fa più fatica Venezia, che vince con San Martino di Lupari escludendo le Lupe dalla kermesse di Tortona. Con il successo all’Arena, il Geas è quarto e Sassari, pur raggiunto in classifica da Derthona, è quinto perché la gara fra sarde e piemontesi aveva visto il successo delle prime sulle seconde. Derthona, quindi, sesta ed avversaria della Magnolia, Broni settima e Roseto, grazie al successo in trasferta al Palaleonessa, ottava ed ammessa alle final eight.

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